domenica 17 ottobre 2010

EEEEEI UAN. Che fangirl che siamo.


Tra la collezione di magnifici Epic Fail del vostro team musicale preferito (non cambiate sito, stiamo parlando di noi. Maledetti.) ce n'è uno freschissimo (oddio, freschissimo) che vogliamo raccontarvi.
Febbraio 2010. Melodi Grand Prix, versione norvegese (quella con le foto degli artisti fighe, fatte da fotografi seri...?), partecipa un gruppo che negli anni '90 ebbe fortuna grazie alla sua formazione da boyband.
Ora sono "cresciuti" (ovvero che hanno sessant'anni, circa, e quindi Boy per sta cippa e uno se n'è andato dicendo "tanto ormai sono falliti") e sono un TRIO. Che volendo anche gli EMD sono un Trio, ma se volete possiamo infilarci implicazioni del caso dove il TRIO è un TRIO anche tra le mura domestiche.
Moving on.
Parlavamo di Epic Fail? Parlavamo di Epic Fail.
Insomma, io e Lirin, nati negli anni '80/'90, dopo aver conosciuto il mondo musicale internazionale ci siamo sempre detti "No, boyband mai. Ble.".
15 anni dopo, mentre il mondo ha decretato la fine delle boibènd, i vostri due cosi preferiti si mettono ad ascoltare (tipo fangirl) gli A1, il trio di cui sopra.
Dopo il mega intro, fatto solo per farvi ridere, parliamo di loro.
Nascono nel 1998, mentre i Backstreet Boys stanno già stracciando le palle a tutti. Loro sono di nicchia (NICCHIA NON MINCHIA) e vendono solo nel Regno Unito e in Norvegia (toh, che strano, visto che tre sono britannici e uno norvegese), per poi iniziare a colonizzare la Scandinavia. Nel 2002 decidono di mettere fine alla loro carriera per poi tornare nel 2009 in Norvegia (e non più in Regno Unito), senza Paul Marazzi (che dal cognome non è nulla di buono, anche se viene da Wanstead). Le canzoni sono scritte dai tre rimanenti, che hanno "affinato le loro capacità compositive", qualsiasi cosa essa voglia dire, e hanno anche partecipato al Melodi Grand Prix con "Don't wanna lose you again" (sì, la canzone che la NRK è riuscita a rovinare, scrivendo LOOSE con trecento o).
Arrivano secondi alla competizione, dopo Didrik Solli-Tangen, ma raggiungono un minimo di successo in Norvegia e pubblicano in estate il singolo "In love and I hate it".
Possiamo dirvi che non sono una boyband, però! Perché il cd "Waiting for daylight" è superbo! E se ve lo diciamo noi dovete crederci. Perché non è sound da melensaggine fuffa strappalacrime da boyband anni '90, bensì un ottimo misto di synth, archi, chitarre, pianolone Bontempi e testi a volte non scontati (ok, ma nemmeno premi Nobel, ma è roba POP, su.).
Quindi qui sotto la tracklist e alcune canzoni: godetevele!
1. "It Happens Everyday"
2. "Don't Wanna Lose You Again"
3. "In Love And I Hate It"
4. "Bad Enough"
5. "Nothing In Common"
6. "Take You Home"
7. "Six Feet Under"
8. "Good Things, Bad People"
9. "Perfect Disaster"
10. "The Life That Could Have Been"
11. "Out There"
12. "Waiting For Daylight"



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