domenica 21 febbraio 2016

Ucraina 2016: Jamala - 1944

L'Ucraina si è assentata per un anno e tutti noi abbiamo sentito la sua mancanza, perché i fan dell'esc apprezzano la musica e soprattutto apprezzano il DRAMA.
Prima di tutto un paio di canzoni (di SunSay e Pur:Pur) in finale non rispettavano la regola del 1 settembre, venivano cantate live e i demo/live erano disponibili da ottobre 2014. La tv ucraina ha detto che pfff, l'EBU ha regole flessibili, dimenticandosi che erano le regole della nf a richiedere che il brano fosse inedito. Andrey Danilko (aka Verka Serduchka) si è messo a citare il regolamento.
Konstantin Meladze (uno dei tre della giuria) ha criticato Jamala un po' per tutto (mi sono persa quella parte, dannazione), dal vestito al fatto che non sa lavorare in team.
Per non farci mancare un po' di politica abbiamo Ruslana che chiede a SunSay se si sente ucraino, visto che si è sempre dichiarato pro-russia, che vive in Russia e che è andato nei territori occupati (Crimea) senza problemi. Consigli di vita: non fate mai girare le palle a Ruslana.

Dopo giuria e televoto Jamala e The Hardkiss erano a parimerito, ma Jamala ha vinto il televoto e quindi ha vinto lei.

Jamala (vero nome Susana Jamaladinova) è nata a Osh, nell'attuale Kyrgyzstan, dove parte della sua famiglia (Tatari di Crimea) era stata deportata da Stalin. La madre è cristiana di origine armena, il padre tataro di Crimea e musulmano.
La famiglia è tornata in Ucraina dopo la caduta dell'URSS.

La canzone 1994 -scritta e composta da Jamala- parla proprio della deportazione dei Tatari, nello specifico racconta la storia della bisnonna di Jamala. Questa canzone segna l'esordio della lingua tatara all'Eurovision.
I versi in tataro sono presi da una canzone intitolata Ey güzel Kırım, cantati da Jamala in ordine inverso, che in teoria dovrebbero essere ok, ma c'è la possibilità che debba riscriverli o modificarli in qualche modo.

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