Quest'oggi, nella prima presentazione delle canzoni dell'ESC 2012, ci spostiamo tra l'estremo ovest europeo, i Balcani e il Baltico... Pronti? Inizia l'avventura!
Il ritorno del Montenegro al concorso è stato un momento di piacere per tutti quanti… finché non è stato nominato Rambo Amadeus. Ora. Dalle foto non si prospettava nulla di buono, dalla presentazione sembrava un pazzo che urlava a caso cose inutili e invece… è un pazzo che urla cose inutili, ma sembra non fare così schifo in Europa! Il testo è ovviamente riferito alla crisi degli ultimi anni – se non c’è la Grecia a parlarne…
“Wow quest’anno la finale nazionale Islandese dal titolo impronunciabile (Songvakeppni Sjonvarpsins. E non ho guardato su google, ma quanto sono diventato bravo?) ha delle belle canzoni!”. Reazione che è durata una sola serata, poi ci siamo ritrovati con la solita roba post crisi economica/pezze al culo.
Però alla fine hanno scelto qualcosa da *quella* serata! E qualcosa di bello! Con qualcuno di figo! E con un testo che parla di vedove. Io non lo so, ma ragazzi ve le cercate proprio per farci ridere eh!
E la Grecia è finalmente tornata col suo sound Sole/Mare/Crisi Finanziaria! Prima delle tante canzoni autorate da svedesi (tra cui Dimitri Stassos che sì è di origine greca, ma no: vive in Svezia, su.). Lei pare anche brava dal vivo e sculetta sensualmente – sembra anche una ragazzina tanto simpatica da quello che vedo su Facebook – e la canzone è abbastanza cliché da essere ascoltabilissima. E poi è uscita da una finale nazionale in un centro commerciale, su.
La bella canzone suona alla radio. E io un po’ la amo, soprattutto perché riesce a fare delle figure di merda impossibili: prima di tutto dà del vecchio a Johnny Logan, poi dice che è nata nel distantissimo 1980, poi che c’è Mick Jagger al telefono, ma non può rispondergli perché sta parlando con Paul McCartney. E che suo padre e sua madre la supportavano in questa decisione di diventare cantante. Probabilmente in Italia le avrebbero detto MA VAI A LAVORARE (o prostituisciti, piuttosto).
Ok, all’inizio pensavamo fosse solamente una tizia che urla, lo pensiamo tutt’ora, ma la canzone ha leggermente più senso (anche perché prima durava quattro minuti e mezzo, ora ne dura tre, fate un po’ voi): lei è triste e piange. Il video è inquietante. Se fanno l’act perfetto questa è dritta in finale.
Sapete tutte quelle canzoni dal sound sudamericano, danzerecce, che vanno di moda ora? Tipo Michel Telò e i tizi della Danza Kuduro? Ecco, siamo lì, ma è meglio. Loro sono un ensemble che è riuscito a vincere quella finale nazionale organizzata male e all’ultimo momento e – pensate il caso – ora sono quasi in vittoria. Che dico. Non vi siete nemmeno sbattuti e beh. Comunque: la canzone è davvero carina e solare, ma le prime volte che la sia ascolta si ride sempre per il MANDINGA EVERYDAY strillato all’inzio.



