mercoledì 4 giugno 2008

Kate Ryan - Free


Di lei avevamo già parlato in precedenza: Kate Ryan è una delle partecipanti più amate e ricordate degli ultimi anni. È arrivata dodicesima nella finale del 2006 sfortunatamente (le mancavano solo 7 punti per entrare in finale) e ha pubblicato, ad oggi, quattro album: di questi quattro possiamo trovare tante tracce dance e, soprattutto, molte cover.
È così che questa donna sbaraglia tutte le classifiche d'Europa pubblicando robe vecchie rivisitate (un po' come se prendessi un vestito di mia madre degli anni 70 e lo spacciassi per nuova moda applicandogli qualcosina qui e là) e scrivendo (o facendosi scrivere) ben poche canzoni.
Free è un album di soli 46 minuti, puramente dance che è stato pubblicato in TRE edizioni diverse che differenziano soltanto nell'ordine della tracklist e in qualche canzone tradotta dal francese all'inglese. Nel cd duetta con Soraya Arnelas, una giovane cantante spagnola, nella traccia "Tonight We Ride/Digas Que No".
Prima di tutto bisogna presentare i singoli: Voyage Voyage - di cui avevamo parlato mesi e mesi addietro - è l'ennesima cover di una canzone francese anni 80: i Desireless (pronunciato Desì:r-less). Nel video è al solito statica, ma è un'ottima interpretazione del brano (che è stato poi ripreso da Erica Magdaleno. Ma questa è un'altra storia).
Il secondo singolo è stato L.I.L.Y., ovvero "Like I love you"; lo definirei un tipico pezzo riempipista. In una discoteca gay. Per chi avesse visto Queer As Folk capisce di che parlo, se no vi toccherà ascoltare la traccia con le vostre stesse orecchie. Il video è molto carino, ma al solito statico, dove lei veste i panni di più donne e canta, canta, canta...
Ultimo singolo (per ora) è Ella Elle L'a, una magnifica cover - eh, è la Ryan, su, la stessa di Désenchantée - nel cui video sembra avere preso una piega à la Scooch e fa di tutto su questo aereo. Non pensate male: è solo passeggera, hostess, pilota...
C'è da dire che prima di ascoltare l'album ero molto scettico, pensando che un disco dance quale questo non poteva avere certamente un gran numero di tracce diverse tra loro, ma ascoltandolo, mano a mano, capisco che ci sono molte sonorità inaspettate: c'è innanzitutto la bellissima "Surrender" e la magnifica "Your Eyes" a presentare una capacità musicale estesa della Ryan e "Put my finger on it" che ricorda molto il duo svedese The Attic.
Se siete amanti della dance più commerciale, quella che a fatica troverete all'interno delle discoteche, ma siete sicuri che trasmetteranno nelle televisioni di tutto il resto d'Europa, se volete qualcosa per cui saltellare per casa mentre fate i mestieri o qualcosa per la vostra festa di compleanno, Free è l'album adatto. E brava Kate!
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