Quando tre le nazioni partecipanti era stata data quasi per certa l'Armenia è stato sgomento: due nazioni in guerra che si incontrano per l'Eurovision? Cosa succederà? Quanti disastri potranno accadere?
La risposta è stata abbastanza semplice: sul "campo di battaglia" nessuno, poiché la televisione di stato armena ha deciso - giustamente - di ritirarsi dal concorso dopo l'ennesimo attacco da parte del presidente/dittatore Aliyev nei confronti della nazione vicina.
A questo punto noi ci schieriamo da parte dell'Armenia, perché la gestione dell'EBU di quest'anno è stata esageratamente cieca nei confronti della nazione caucasica: è stato stigmatizzato il comportamento dell'Armenia dicendo che non sembrava ci fossero problemi, le hanno fatto pagare una volta e mezza la quota di iscrizione (e la Georgia che protestò contro la Russia con We don't wanna put in? C'era stata una finale nazionale e si poteva benissimo inviare qualcun altro se non si voleva cambiare il testo della canzone. Anche loro si sono ritirati: perché non sono mai stati fatti pagare?) e ieri sera un DJ all'Euroclub a Baku ha rischiato per aver programmato un remix di Apricot Stone, la canzone armena del 2010.
Non è più un concorso musicale, sta diventando l'interesse monetario dei pochi che lo governano, purtroppo. E speriamo che tutti gli errori di quest'anno facciano pensare alle TV nazionali.
Ciò detto: ecco la nostra canzone rappresentate dell'Armenia all'Eurovision Song Contest 2012. Im anune Hayastan e (Ovvero: il mio nome è Armenia) di Inga&Anush.



